Quando si parla di mobilità elettrica pubblica, il costo non dipende solo dai kWh ma anche dal tempo, dal tipo di colonnina e dal modo in cui paghi. Nel linguaggio comune si parla ancora di becharge tariffe, ma oggi il quadro reale è quello della rete Plenitude On The Road: ricarica a consumo, card prepagate ed eventuali costi di sosta oltre il tempo concesso. Qui metto in ordine ciò che conta davvero, con i numeri utili e i casi in cui la spesa sale.
In breve quello che conta davvero
- Oggi il modello visibile è soprattutto pay-per-use, non un abbonamento mensile classico.
- In Italia, al momento della verifica, le tariffe mostrate sono 0,53 €/kWh per Quick, 0,60 €/kWh per Fast e 0,65 €/kWh per Fast+ / Ultra Fast.
- Dopo la ricarica hai 60 minuti di sosta gratuita; poi scatta l’extra-sosta.
- Le card prepagate aggiungono credito bonus, ma vanno consumate entro 6 mesi.
- La scelta giusta non dipende solo dal prezzo al kWh: dipende da quanto tempo puoi restare collegato.
Quanto costano oggi le ricariche su BeCharge
La griglia tariffaria attuale è più semplice di quanto fosse in passato. Se guardo la proposta ufficiale di Plenitude On The Road, la logica è questa: ricarica a consumo e prezzi diversi in base alla potenza della colonnina. In Italia e a San Marino, le tariffe mostrate oggi sono allineate alla fascia di ricarica, con differenze che fanno davvero sentire il peso sul totale quando la sessione è lunga.
| Tipologia | Prezzo in Italia | Uso tipico | Nota pratica |
|---|---|---|---|
| Quick | 0,53 €/kWh | Soste lunghe, parcheggi, spesa, lavoro | È la scelta più economica se hai tempo. |
| Fast | 0,60 €/kWh | Fermate intermedie, ricariche di rimbalzo | Buon compromesso tra prezzo e velocità. |
| Fast+ / Ultra Fast | 0,65 €/kWh | Viaggi lunghi, ripartenze rapide | Conviene quando il tempo vale più del piccolo extra di prezzo. |
Per capire quanto pesa in concreto, basta un conto rapido: 20 kWh in Quick costano circa 10,60 euro, 40 kWh in Quick salgono a 21,20 euro, mentre 60 kWh in Fast+ / Ultra Fast arrivano a 39 euro, senza considerare eventuale extra-sosta. Io leggo questi numeri in modo molto semplice: il prezzo al kWh è competitivo solo se la sessione resta pulita, cioè senza tempi morti inutili o sorprese in coda.
La parte da non trascurare è che alcune tariffe possono essere legate a offerte stagionali o a stazioni specifiche, quindi l’app resta la verifica più affidabile prima di iniziare la ricarica. Ed è proprio il tipo di colonnina a fare la differenza nella scelta pratica.

Come leggere Quick, Fast e Ultra Fast senza sbagliare scelta
Qui spesso si fa confusione, perché si tende a guardare solo il prezzo. In realtà la distinzione tra corrente alternata (AC) e corrente continua (DC) è la chiave per capire perché una colonnina costa meno ma richiede più tempo, mentre un’altra costa di più e ti rimette in strada in fretta.
- Quick: è la fascia AC fino a 22 kW. Io la considero ideale quando posso lasciare l’auto ferma per un po’, perché il vantaggio reale è il costo più basso, non la velocità.
- Fast: è DC fino a 75 kW. È la soluzione che uso mentalmente come “top-up intelligente”, cioè una ricarica abbastanza rapida senza salire subito nel segmento più caro.
- Fast+ / Ultra Fast: è DC da 75 kW in su. Ha senso quando sei in viaggio e vuoi minimizzare la sosta, ma solo se l’auto accetta davvero quella potenza.
Qui c’è un punto tecnico che in molti sottovalutano: la potenza effettiva dipende anche dal veicolo. Se la tua auto accetta al massimo una certa curva di ricarica, una colonnina più potente non ti farà guadagnare automaticamente tempo. In altre parole, non sempre la soluzione più veloce sulla carta è quella più efficiente per il tuo caso.
Un altro dettaglio utile è che sulle colonnine Fast, Fast+ e Ultra Fast le prese AC possono seguire la tariffa della colonnina su cui sono installate. Tradotto: non basta guardare il nome della stazione, bisogna leggere anche il tipo di presa e la tariffa indicata in app. Questo passaggio evita errori banali, soprattutto quando si parcheggia di fretta e si parte dal presupposto sbagliato.
Una volta capita la logica delle potenze, la domanda successiva è molto concreta: vale di più la ricarica a consumo o il credito prepagato? Qui entrano in gioco le card.
Le card prepagate quando hanno senso davvero
Le card prepagate non sono un dettaglio commerciale da leggere in fretta. In certe situazioni fanno risparmiare, in altre sono solo denaro immobilizzato per mesi. La struttura attuale mostra tre tagli principali, tutti con un credito reale più alto del prezzo pagato. La pagina tariffaria di Plenitude On The Road indica anche un limite chiaro: il credito va usato entro 6 mesi.
| Taglio | Prezzo pagato | Credito reale | Bonus effettivo | A chi conviene |
|---|---|---|---|---|
| Card 50 | 50 euro | 53 euro | 3 euro, circa 6% | Chi ricarica spesso ma con volumi bassi. |
| Card 100 | 100 euro | 110 euro | 10 euro, 10% | Chi usa l’auto elettrica con regolarità. |
| Card 150 | 150 euro | 170 euro | 20 euro, circa 13,3% | Chi ha percorrenze elevate e consuma credito in tempi rapidi. |
La regola pratica è semplice: più alto è il taglio, più cresce il bonus, ma cresce anche il rischio di non usare tutto il credito in tempo. Per questo io le consiglio soprattutto a chi ricarica sempre nella stessa area o sa già che userà il credito entro pochi mesi. Se invece fai ricariche sporadiche, il vantaggio teorico può evaporare presto.
C’è anche un aspetto operativo da capire bene: il credito della card passa nel borsellino dell’app e viene scalato quando scegli quel metodo di pagamento all’avvio della sessione. Se paghi direttamente con carta di credito, invece, il credito prepagato non viene intaccato. È un dettaglio semplice, ma cambia il controllo del budget mensile.
Se guardo queste card con occhio da utilizzatore, il loro senso non è “spendere meno a tutti i costi”. Il senso è ottenere un piccolo vantaggio su una spesa che avresti comunque fatto, evitando però di trasformare il credito in un buono dimenticato. E qui entra in scena il costo che molti scoprono troppo tardi: la sosta oltre ricarica.
L’extra-sosta può cambiare completamente il conto
È il punto più sottovalutato da chi ricarica fuori casa. Dopo il termine della sessione hai 60 minuti di sosta gratuita per staccare il cavo e liberare il posto. Superata quella soglia, scatta l’extra-sosta. Non è un dettaglio secondario: in una serata storta può costarti più della ricarica stessa.
| Tipo di colonnina | Extra-sosta | Fascia oraria | Osservazione utile |
|---|---|---|---|
| Quick | 0,12 €/min | Non si applica tra le 23 e le 7 | È la fascia più tollerante, ma non va trattata come parcheggio gratuito. |
| Fast | 0,20 €/min | H24 | Il costo cresce in fretta se perdi il momento giusto per tornare all’auto. |
| Fast+ / Ultra Fast | 0,30 €/min | H24 | Qui l’errore pesa di più: la velocità di ricarica non compensa una sosta dimenticata. |
Io mi comporto così: se prevedo di non poter tornare alla colonnina appena finita la sessione, non scelgo una stazione ad alta potenza per “comodità”. A quel punto il rischio economico è troppo alto rispetto al beneficio. In particolare sulle Fast+ e Ultra Fast, il conto dell’extra-sosta può erodere rapidamente il vantaggio del rifornimento rapido.
Un trucco semplice è impostare un promemoria 10 o 15 minuti prima della fine stimata. Sembra banale, ma è il modo più efficace per evitare di pagare minuti inutili. E quando la sessione è già impostata, la differenza tra convenienza e spreco dipende quasi sempre dal tuo profilo d’uso.
Quando la tariffa conviene davvero e quando no
Se devo ridurre tutto a una scelta pratica, ragiono per scenari. Non esiste una tariffa perfetta in assoluto: esiste la tariffa più adatta al modo in cui vivi l’auto elettrica. E oggi, più che un piano mensile classico, la proposta visibile è una combinazione di ricarica a consumo e credito prepagato.
| Profilo d’uso | Scelta più sensata | Perché funziona | Rischio principale |
|---|---|---|---|
| Uso urbano occasionale | Quick o Fast | Paghi meno e sfrutti le soste lunghe. | Lasciare l’auto troppo tempo attaccata. |
| Viaggi frequenti | Fast+ / Ultra Fast | Riduci la durata delle fermate. | Pagare potenza che l’auto non sfrutta fino in fondo. |
| Uso regolare in Italia e San Marino | Card prepagata | Ottieni credito bonus e hai un budget già definito. | Lasciare scadere il credito entro 6 mesi. |
| Ricarica sporadica | Pay-per-use puro | Paghi solo quando serve davvero. | Perdere eventuali sconti delle card. |
La mia lettura è questa: la tariffa conviene quando coincide con il tuo ritmo. Se sai già che l’auto resta ferma a lungo, la Quick è spesso la più razionale. Se invece sei in viaggio e devi ripartire in fretta, ha senso spendere qualcosa in più per la velocità, ma solo se il veicolo la può sfruttare. Le card, infine, sono utili quando il consumo è abbastanza prevedibile da non diventare un credito dimenticato.
- Controllo prima la potenza massima accettata dalla mia auto.
- Guardo se la stazione è in tariffa standard o in offerta dedicata.
- Valuto se il tempo di sosta può generare extra-sosta.
- Solo dopo decido se usare il pay-per-use o il borsellino prepagato.
Quando adotto questo ordine di controllo, gli errori scendono quasi a zero. E la ricarica smette di essere un costo imprevedibile, diventando una spesa che posso leggere con molta più lucidità. Rimane però un’ultima abitudine che consiglio sempre.
Tre controlli che faccio prima di ogni ricarica
Prima di attaccare il cavo, io guardo sempre tre cose: il tipo di presa, la tariffa esatta indicata in app e il tempo che avrò davvero a disposizione. È una routine semplice, ma evita buona parte delle spiacevoli sorprese. Soprattutto perché le tariffe possono cambiare tra una stazione e l’altra, e alcune colonnine sono esplicitamente escluse da offerte temporanee.
- Tipo di colonnina: Quick, Fast o Fast+ / Ultra Fast non sono la stessa cosa, né per prezzo né per velocità.
- Tempo reale di sosta: se non riesco a tornare all’auto entro la finestra utile, rischio l’extra-sosta.
- Modalità di pagamento: card prepagata, borsellino o carta diretta non hanno la stessa logica di spesa.
Se vuoi una sintesi operativa molto secca, te la lascio così: usa la Quick quando puoi fermarti senza fretta, la Fast quando vuoi un buon equilibrio tra tempo e costo, la Ultra Fast quando il viaggio impone velocità, e le card solo se sei sicuro di consumare il credito in pochi mesi. È qui che le tariffe BeCharge smettono di essere un numero astratto e diventano una scelta concreta, da fare in base al tuo modo di guidare e non solo al prezzo esposto in app.