Conta più la categoria che il numero di posti
- In Italia molte biposto elettriche sono quadricicli, non auto tradizionali.
- Le soluzioni L6e, come Ami e Topolino, puntano su città, costi bassi e patente AM.
- Le L7e, come Microlino, offrono più velocità e più autonomia, ma salgono di prezzo.
- La futura smart #2 mostra la direzione del segmento: più autonomia e maggiore sicurezza, ma non è ancora in vendita.
- Prima di comprare, vanno verificati patente, uso su strada, ricarica domestica e regole locali su ZTL e parcheggi.
Che cosa si intende davvero per una biposto elettrica
La prima cosa che chiarisco sempre è questa: una due posti elettrica non coincide automaticamente con una city car classica. Nel mercato italiano, soprattutto nel 2026, la maggior parte delle proposte compatte ricade nella famiglia dei quadricicli, cioè veicoli molto più leggeri e piccoli di un’automobile tradizionale, con regole proprie su patente, velocità e circolazione.
La distinzione pratica è semplice. I quadricicli leggeri, categoria L6e, arrivano fino a 6 kW e 45 km/h; sono pensati per gli spostamenti urbani puri e, in Italia, possono essere guidati già con patente AM. I quadricicli pesanti, categoria L7e, salgono fino a 15 kW e 90 km/h, quindi offrono un margine più ampio anche su tratti extraurbani brevi. Questa differenza non è teorica: cambia il tipo di percorso che puoi affrontare, la comodità nel traffico e il profilo dell’acquisto.
Qui sta il nodo che molti sottovalutano. Se cerchi soprattutto un mezzo per andare al lavoro, accompagnare qualcuno in centro e ripartire senza stress, un L6e può bastare. Se invece vuoi un mezzo più vicino a una piccola automobile, allora il ragionamento deve spostarsi verso un L7e o verso le future compatte di nuova generazione. Per capire quale scelta ha senso davvero, conviene guardare i modelli che oggi contano sul mercato italiano.

I modelli che oggi contano davvero in Italia
Nel 2026 il segmento è abbastanza chiaro: ci sono le microcar accessibili, le biposto più evolute e, sullo sfondo, una nuova generazione di city car compatte che potrebbe allargare il pubblico. I nomi da tenere d’occhio sono pochi, ma molto diversi tra loro per prezzo, impostazione e ambizione.
| Modello | Categoria | Autonomia indicativa | Velocità massima | Prezzo indicativo in Italia | Quando ha senso |
|---|---|---|---|---|---|
| Citroën Ami | L6e | 75 km | 45 km/h | Da 8.490 € | Uso urbano puro, percorsi brevi, massima semplicità |
| Fiat Topolino | L6e | 75 km | 45 km/h | Da 7.450 € con promo, listino 9.890 € | Seconda vettura cittadina con impostazione più “lifestyle” |
| Microlino 45 Lite | L6e | 95 km | 45 km/h | Da 17.900 € | Chi vuole una microcar più curata, con autonomia superiore |
| Microlino 90 | L7e | 95, 200 o 228 km in base alla batteria | 90 km/h | Da 19.900 € | Chi vuole una biposto più matura, anche per tratte miste |
| smart #2 | Futura city car biposto | Circa 300 km WLTP target | Dati finali non ancora omologati | Non ancora in vendita | Chi può aspettare una vera evoluzione del concetto fortwo |
La Citroën Ami resta la scelta più essenziale: 75 km di autonomia, 45 km/h e un prezzo d’ingresso molto aggressivo. È l’auto giusta, se vogliamo chiamarla così, per chi vuole una soluzione urbana quasi senza frizioni. La Fiat Topolino gioca la stessa partita, ma con una forte componente stilistica e un listino che, oggi, parte da 7.450 € con finanziamento o da 9.890 € di prezzo di listino: anche qui l’obiettivo è la città, non l’uso ampio.
Microlino sta più in alto e si sente subito. Nella sua versione 90, il listino parte da 19.900 € e l’autonomia arriva fino a 228 km con la batteria più grande; è il modello che si avvicina di più all’idea di una piccola automobile vera, pur restando dentro la logica del quadriciclo. La futura smart #2, invece, è interessante soprattutto per quello che promette: una biposto più adulta, con target di circa 300 km WLTP e ricarica rapida dal 10 all’80% in meno di 20 minuti. Non è ancora un prodotto da comprare, ma è un segnale chiaro su dove si sta muovendo il segmento.
La scelta, però, non si ferma al badge: conta molto di più l’uso che ne farai ogni giorno.
Come scegliere quella giusta per il tuo uso quotidiano
Io ragiono quasi sempre per scenari. È il modo più semplice per evitare acquisti emotivi, che in questa nicchia sono facilissimi: la due posti elettrica piace subito, ma poi va verificata sulla tua routine reale.
Se fai solo città e tragitti brevi
Se percorri meno di 20-30 km al giorno, parcheggi spesso in centro e hai la ricarica domestica o condominiale, un L6e è quasi sempre sufficiente. Ami e Topolino sono le soluzioni più immediate: consumi bassi, guida semplice, autonomia coerente con gli spostamenti urbani e nessuna tentazione di trasformarle in qualcosa che non sono.
Se vuoi un po’ più di margine
Se vivi in periferia, attraversi spesso tratti a scorrimento veloce o vuoi più serenità quando il traffico ti costringe a percorsi meno lineari, una L7e cambia parecchio la percezione d’uso. La Microlino 90, per esempio, ha una velocità massima di 90 km/h e un’autonomia più ampia: non diventa un’auto da lungo viaggio, ma smette di essere una microcar “da soli pochi isolati”.
Se ti serve come seconda auto di famiglia
Qui entrano in gioco comfort, capacità di carico e protezione dagli agenti atmosferici. Le biposto chiuse funzionano bene se devono sostituire lo scooter o alleggerire l’auto principale nelle giornate di lavoro. Se invece cerchi un mezzo da usare in modo più trasversale, per due adulti e con un minimo di elasticità fuori città, io guarderei con più attenzione a Microlino o a quello che arriverà con la nuova smart #2.
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Se devi valutare anche l’età del guidatore
Questo è un punto che nei test drive emerge sempre tardi, quando invece dovrebbe stare all’inizio. I quadricicli L6e possono essere guidati dai 14 anni con patente AM; per i L7e la soglia sale e la situazione cambia in modo netto. Se il veicolo è destinato a un figlio, a un neopatentato o a un uso condiviso in famiglia, la categoria omologativa è più importante del colore o degli accessori.
Una volta chiarito l’uso, il passaggio successivo è guardare i costi veri e i limiti pratici senza illusioni.
Costi, ricarica e limiti da non ignorare
Il prezzo d’acquisto è solo la prima riga del conto. In questa fascia di mercato, il costo totale dipende da come ricarichi, da dove la lasci la notte e da che cosa ti aspetti in termini di libertà d’uso. Qui il risparmio può essere reale, ma non va idealizzato.
- Prezzo d’ingresso: Ami e Topolino stanno nella zona più accessibile; Microlino sale nettamente di fascia.
- Ricarica: quasi tutte queste soluzioni si ricaricano bene da una normale presa domestica o wallbox leggera.
- Autonomia: 75 km per Ami e Topolino sono coerenti con l’uso urbano; oltre, serve più margine.
- Velocità: 45 km/h basta per la città lenta, ma può diventare un limite vero appena esci dal centro.
- Regole stradali: come ricorda l’ACI, i quadricicli non sono pensati per autostrade e tangenziali; in ZTL e sulle corsie riservate le regole possono cambiare da comune a comune.
- Costi di esercizio: il vantaggio principale è sulla manutenzione semplificata e sull’energia, non sulla capacità di fare tutto quello che fa un’auto.
Ci sono anche alcuni errori ricorrenti. Il primo è credere che una due posti elettrica sia automaticamente più comoda di uno scooter in ogni situazione: non è così, perché pioggia, spazio interno e accesso stradale contano molto. Il secondo è ignorare il valore della categoria L6e o L7e e scoprire troppo tardi che il veicolo non copre il tipo di percorso che si fa davvero. Il terzo è sottovalutare il parcheggio: compatto non significa sempre semplice, soprattutto nei condomini o nei comuni con regole particolari sulle aree riservate.
Se vuoi una regola pratica, la mia è questa: il prezzo basso ha senso solo se coincide con un uso altrettanto basso in termini di ambizione. Appena il tuo profilo d’uso cresce, conviene salire di categoria prima di restare deluso da un mezzo che, sulla carta, sembrava perfetto. Ed è proprio qui che il mercato 2026 diventa interessante, perché sta cercando di uscire dalla logica della microcar pura.
Perché il segmento sta cambiando proprio adesso
La cosa più interessante non è soltanto che esistano Ami, Topolino e Microlino. È il fatto che il segmento stia tornando a parlare la lingua delle vere city car compatte, con una sicurezza più credibile, più autonomia e un uso meno “di compromesso”. La futura smart #2 va letta in questa chiave: una piattaforma elettrica compatta, un diametro di sterzata dichiarato di 6,95 metri da marciapiede a marciapiede e un target di circa 300 km WLTP con ricarica rapida in meno di 20 minuti. Sono dati preliminari, quindi non vanno trattati come promessa definitiva, ma il messaggio è chiarissimo.
Io ci leggo una svolta utile per chi oggi non si riconosce né nello scooter né nella city car elettrica tradizionale. Da una parte restano le microcar, che risolvono bene il problema urbano puro. Dall’altra si sta formando una fascia nuova, più vicina all’auto vera ma ancora compatta, pensata per chi vuole due posti, meno ingombro e più flessibilità. Se questo trend verrà confermato, il mercato italiano avrà finalmente un ventaglio più sensato di scelte invece di costringere tutti dentro la stessa categoria.
In pratica, la decisione migliore oggi è questa: per la città pura guardo alle L6e, per un uso più ampio considero una L7e, e se posso aspettare tengo d’occhio la nuova smart #2. Il punto non è comprare il mezzo più piccolo possibile, ma quello che semplifica davvero i tuoi spostamenti senza tradire le aspettative con cui lo porti a casa.