L’A290 di Alpine è una city car sportiva elettrica che prova a tenere insieme tre cose difficili: dimensioni da utilitaria, contenuti da hot hatch e un posizionamento più premium del solito. In questo articolo metto in chiaro dove si colloca nel mercato, cosa offrono davvero batteria e motori, come cambiano le versioni in Italia e a chi la consiglierei senza giri di parole. Il punto non è solo capire com’è fatta: è capire se il suo equilibrio ha senso nell’uso di tutti i giorni.
I dati essenziali da tenere a mente
- È una sportiva compatta elettrica, con impostazione da hot hatch e taglio più ricercato rispetto a molte rivali di segmento B.
- La gamma ruota attorno a due livelli di potenza: 180 CV e 220 CV, con 300 Nm di coppia massima.
- La batteria è da 52 kWh e l’autonomia WLTP arriva fino a 380 km; in ricarica rapida si passa dal 15% all’80% in circa 30 minuti.
- Misura 3.990 mm in lunghezza, ha 5 porte, 5 posti e un bagagliaio da 326 litri.
- Il listino italiano 2026 parte da 37.800 euro e arriva a 45.000 euro, a seconda dell’allestimento.
- Per me ha più senso di una city car elettrica tradizionale se cerchi guida, immagine e tecnologia, non solo prezzo basso.
Dove si colloca davvero nel segmento delle city car sportive
Io la leggo come una hot hatch elettrica del segmento B: abbastanza compatta da vivere bene in città, ma costruita per offrire un piacere di guida che va oltre la semplice mobilità urbana. Qui Alpine non ha cercato di fare una “piccola elettrica qualsiasi”; ha voluto trasferire il proprio DNA sportivo in un formato più accessibile e più pratico rispetto a una coupé tradizionale.
La base tecnica AmpR Small, il passo corto, le carreggiate allargate e il lavoro sul telaio spiegano bene questa impostazione: il baricentro è basso, la macchina è agile e l’idea di fondo è far sentire il guidatore coinvolto, non solo trasportato. Anche i numeri pratici vanno in questa direzione: 5 porte, 5 posti e 326 litri di bagagliaio sono abbastanza per l’uso quotidiano, senza togliere quel tocco da oggetto desiderabile che in questo segmento spesso manca.
Il fatto che abbia anche ottenuto il titolo di Auto dell’Anno 2025 non la rende automaticamente perfetta, ma conferma una cosa che per me conta molto: il mercato ha riconosciuto il suo equilibrio tra novità tecnica e identità di marca. Ed è proprio su questo equilibrio che vale la pena entrare nei dettagli numerici.

I numeri che contano davvero
Quando si parla di una sportiva elettrica compatta, io parto sempre da pochi dati: potenza, autonomia reale attesa, velocità di ricarica e peso percepito nell’uso quotidiano. Qui l’A290 non punta a stupire con una scheda tecnica esagerata, ma con un insieme molto coerente.
| Voce | Dato | Perché conta |
|---|---|---|
| Potenza | 180 CV o 220 CV | Decide il livello di brio, non l’impostazione generale del modello. |
| Coppia massima | 300 Nm | Rende la risposta pronta nelle ripartenze e nei sorpassi brevi. |
| 0-100 km/h | 6,4 secondi nelle versioni da 220 CV | Dice subito che non siamo davanti a una city car elettrica convenzionale. |
| Batteria | 52 kWh | È un compromesso equilibrato tra autonomia, peso e costo. |
| Autonomia WLTP | Fino a 380 km | Buona per l’uso misto, meno generosa quando aumentano velocità e freddo. |
| Ricarica rapida | Fino a 100 kW, 15-80% in circa 30 minuti | Rende più gestibili le soste lunghe e i viaggi fuori città. |
| Ricarica AC | 11 kW bidirezionale | Molto utile se hai una wallbox domestica o aziendale. |
| Consumo WLTP | 15,8 kWh/100 km e 16,5 kWh/100 km | Mostra che la versione da 220 CV paga qualcosa in efficienza. |
Questi valori vanno letti con lucidità: il ciclo WLTP è utile per confrontare i modelli, ma non racconta fino in fondo l’autonomia reale in autostrada o in inverno. Io considero questa Alpine credibile soprattutto se l’uso è misto e se la ricarica a casa, in box o in ufficio fa parte del piano. Sui nuovi ordini, poi, la funzione One Pedal aggiunge un vantaggio concreto in città, perché rende la decelerazione più naturale e riduce la fatica nel traffico.
Con il quadro tecnico chiarito, la domanda diventa più pratica: quale versione ha davvero senso in Italia?
Versioni e prezzi in Italia
Il listino 2026 è abbastanza leggibile, ma non banale: alcune versioni condividono il prezzo di partenza e si differenziano più per carattere che per costo. Questo è un buon segnale, perché evita la classica trappola della gamma costruita solo per salire di prezzo senza cambiare davvero esperienza.
| Versione | Potenza | Prezzo di partenza | Taglio di prodotto |
|---|---|---|---|
| GT | 180 CV | 37.800 euro | È la porta d’ingresso: già completa, con cerchi da 19", cruise adattivo e infotainment con Google integrato. |
| GT Premium | 180 CV | 42.200 euro | Punta su comfort e percezione premium, con pelle Nappa, audio Devialet e volante riscaldabile. |
| GT Performance | 220 CV | 42.200 euro | È la scelta più coerente se vuoi guida più incisiva, con Michelin Pilot Sport 5S, Brembo e telemetria Expert. |
| GTS | 220 CV | 45.000 euro | È la sintesi più completa tra lusso e dinamica, senza rinunciare al lato più sportivo del modello. |
La cosa interessante, qui, è che GT Premium e GT Performance partono dallo stesso prezzo, ma non parlano allo stesso cliente. Se cerchi comfort percepito, materiali migliori e una cabina più avvolgente, la Premium ha più logica; se invece vuoi sentire l’auto più viva, la Performance è più centrata. La GTS, per come la vedo io, è la versione per chi non vuole fare compromessi tra aspetto, contenuti e piacere di guida.
Se poi vuoi dare un taglio ancora più personale alla vettura, l’Atelier Alpine propone livree dedicate come Signature e French Signature, con un sovrapprezzo che parte da 450 euro e arriva a 900 euro a seconda della combinazione. Non cambia la sostanza tecnica, ma cambia molto il modo in cui la macchina si presenta, e su un modello con forte identità visiva non è un dettaglio secondario.
Le differenze di gamma, però, si capiscono davvero solo quando si sale a bordo e si guarda come Alpine ha tradotto il suo linguaggio sportivo nell’abitacolo.
A bordo la tecnologia serve anche a guidare meglio
Qui, per me, si vede la differenza tra un prodotto “carino” e un progetto pensato con un’idea precisa. L’Alpine Portal da 10,1 pollici con Google integrato non è solo un vezzo digitale: in città e nei percorsi misti semplifica davvero la vita, perché navigazione, assistente vocale e app arrivano in modo più naturale di quanto succeda su molti sistemi concorrenti.
Nei livelli più ricchi trovi anche il sistema audio Devialet e l’Alpine Drive Sound, cioè una firma sonora costruita per dare più presenza alla guida elettrica. È una scelta che può piacere o no, ma io la trovo coerente con il posizionamento della macchina: non cerca il silenzio assoluto, cerca un’esperienza più coinvolgente. Il volante ispirato alla Formula 1, con i comandi dedicati alla rigenerazione e alla potenza massima, va nella stessa direzione e non è solo un richiamo estetico.
Un altro punto utile è la telemetria: Alpine Telemetrics, nelle versioni Expert e Premium, serve a leggere i dati di guida, capire dove si spreca energia e, se ti interessa, lavorare sul tuo stile come farebbe un appassionato in pista. A questo aggiungo una dotazione di assistenza che arriva fino a 26 ADAS, cioè sistemi avanzati di assistenza alla guida: non è una sportiva da usare “al buio”, ma una compatta che prova a tenere insieme emozione e sicurezza. E qui si arriva al tema decisivo, quello del profilo d’uso reale.
Per chi ha senso e per chi rischia di essere troppo
Se la guardo con occhio pratico, l’A290 ha senso soprattutto per chi vuole una elettrica piccola ma non anonima, e accetta che il comfort non sia morbido come quello di una city car generalista. In città è brillante, facile da posizionare e più piacevole da manovrare di quanto faccia pensare la sua impronta sportiva; fuori città mantiene una presenza interessante, purché non si pretenda da lei il comportamento di una berlina elettrica più grande.
- La consiglierei a chi fa molta città, tangenziale e tragitti quotidiani di media lunghezza.
- La consiglierei a chi può ricaricare a casa o al lavoro e vuole sfruttare davvero l’elettrico senza ansia da rifornimento.
- La consiglierei a chi cerca un’auto compatta con un carattere forte, non una semplice soluzione di trasporto.
- La consiglierei meno a chi mette al primo posto il prezzo d’ingresso o il massimo spazio posteriore.
- La consiglierei meno a chi macina spesso autostrada veloce e pretende autonomia elevata in ogni condizione.
Il compromesso principale è chiaro: più identità sportiva e più finiture premium significano anche un listino più alto rispetto a molte compatte elettriche generaliste. In cambio ottieni un prodotto più coerente, più riconoscibile e più divertente da guidare. La mia lettura è semplice: questa non è una city car “razionale” nel senso più stretto del termine, ma è una delle poche compatte elettriche che prova davvero a farti venire voglia di sederti al volante.
Resta solo il punto finale, quello che fa la differenza tra un bel progetto e un acquisto riuscito: scegliere la versione giusta per il proprio uso.
La versione giusta dipende da come la usi ogni giorno
Se dovessi orientare un acquisto, partirei dalla GT solo se il budget è il primo vincolo e vuoi comunque entrare nel mondo Alpine con un’auto già ben equipaggiata. La GT Performance mi sembra il punto più centrato per chi mette la guida davanti a tutto: 220 CV, pneumatici più sportivi e telemetria la rendono la più “vera” per chi vuole sentire la macchina. La GT Premium, invece, è la scelta giusta se ti interessa soprattutto l’ambiente a bordo, mentre la GTS è la versione per chi vuole il pacchetto più completo e non vuole rimanere con il dubbio di aver risparmiato nel punto sbagliato.
Io la valuto positivamente proprio perché non cerca di piacere a tutti. È una elettrica compatta che ha un’identità chiara, una gamma leggibile e un uso quotidiano credibile, ma richiede di accettare un compromesso: paghi un po’ di più per avere più carattere, più finitura e più coerenza sportiva. Prima di decidere, io controllerei solo due cose molto concrete: dove ricarichi davvero e quante volte all’anno fai tratte veloci lunghe. Se questi due punti tornano, il suo equilibrio diventa convincente; se non tornano, conviene guardare altrove.